Il potere del design sprint di Google in cinque giorni per risolvere problemi complessi
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Il potere del design sprint di Google in cinque giorni per risolvere problemi complessi

DigitalMente Massimo Rossetti - Innovation Manager Certificato UNI 11814
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Il potere del design sprint di Google in cinque giorni per risolvere problemi complessi
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INTRODUZIONE AL DESIGN SPRINT

Immaginate un sprint di innovazione, un’esperienza intensa e dinamica dove in soli cinque giorni le idee si trasformano in soluzioni concrete. Il Design Sprint è proprio questo: un processo strutturato e a tempo determinato che permette ai team di affrontare e risolvere problemi complessi attraverso design, prototipazione e test con i clienti. Questo approccio, sviluppato da Jake Knapp e reso celebre da aziende come Google e Lego, rappresenta un’opportunità unica per comprimere mesi di lavoro in una settimana energizzante e produttiva.

Perché è così importante? Pensate al Design Sprint come a un maratoneta dell’innovazione, che corre veloce e leggero verso l’obiettivo, evitando gli ostacoli del processo tradizionale. In un mondo dove il tempo è un bene prezioso, i Design Sprints offrono un risparmio temporale significativo. Alcune case study riportano risparmi di tempo fino a 7 volte rispetto ai metodi tradizionali, e una riduzione dei tempi di implementazione del design fino al 75%. Questo significa che le idee non solo prendono forma più rapidamente, ma si traducono in risultati tangibili senza il peso di lunghe attese.

Ma non è solo una questione di tempo. I Design Sprints aiutano anche a ridurre i costi e a generare ricavi, identificando e risolvendo problemi fin dall’inizio. Questo approccio minimizza i rischi di errori costosi nel design e nello sviluppo, permettendo alle aziende di risparmiare almeno il doppio del budget che sarebbe stato necessario altrimenti. Inoltre, in un contesto di sprint collaborativo, il team lavora in un ambiente che incoraggia la comunicazione e la produttività, portando a soluzioni innovative e a una cultura aziendale che premia la sperimentazione e la creatività.

Il processo del Design Sprint si articola in cinque giornate ben definite:

  • Lunedì: Mappatura del problema e definizione di un obiettivo a lungo termine.
  • Martedì: Generazione di soluzioni creative e pianificazione dei test con i clienti.
  • Mercoledì: Critica e selezione delle migliori soluzioni per creare uno storyboard.
  • Giovedì: Creazione di un prototipo ad alta fedeltà pronto per il test.
  • Venerdì: Interviste con clienti reali per testare il prototipo e raccogliere feedback.

In sintesi, il Design Sprint è un’opportunità per le aziende di focalizzarsi sulle esigenze degli utenti, assicurando che prodotti e servizi siano allineati con le loro aspettative. Questo metodo non solo potenzia lo sviluppo del prodotto, ma rappresenta anche un passo fondamentale verso il successo in un panorama competitivo. Scopriamo insieme come preparare il nostro team per affrontare al meglio questa sfida di innovazione.

PREPARAZIONE DEL TEAM

Quando si tratta di affrontare un Design Sprint, la preparazione del team è un passo cruciale per garantire il successo. Un team ben strutturato non solo affronta le sfide in modo più efficace, ma è anche in grado di generare soluzioni innovative e pratiche. Come si compone, allora, un team ideale per un Design Sprint? Scopriamolo insieme!

“La sinergia di un team ben preparato è la chiave per risolvere problemi complessi.”

Nel cuore di ogni Design Sprint, troviamo dei ruoli chiave che guidano il processo e ne determinano l’efficacia:

  • 🤝 Facilitatore: Questa figura è essenziale per mantenere il team sulla giusta rotta. Un buon facilitatore imposta l’agenda, media i conflitti e incoraggia una partecipazione equa tra i membri del team, assicurando che ogni voce venga ascoltata.
  • 🎨 Designer: Durante la fase di ideazione, il designer gioca un ruolo cruciale nel trasformare le idee in prototipi realistici. La loro abilità di garantire coerenza visiva e usabilità è fondamentale per il successo del prototipo.

Oltre a questi ruoli centrali, ci sono altri ruoli di supporto che possono migliorare notevolmente l’esperienza del Design Sprint:

  • 📊 Business Analysts: Offrono preziose analisi di mercato e valutano la fattibilità aziendale delle soluzioni proposte.
  • 📣 Marketers: Si assicurano che la soluzione risuoni con il pubblico target, garantendo che sia attrattiva e rilevante.
  • 🔍 Subject Matter Experts: Portano una conoscenza specializzata del dominio del problema, arricchendo il team con competenze specifiche.

Un altro elemento fondamentale nella preparazione del team è la diversità di competenze. Un team variegato, composto da individui con background e competenze diverse, è in grado di affrontare i problemi da molteplici prospettive, portando a soluzioni più innovative ed efficaci. Considerare la diversità non solo da un punto di vista professionale ma anche personale – includendo fattori come razza, etnia, genere e altro – arricchisce il processo e garantisce che il prodotto finale rispecchi le esigenze di una base di utenti diversificata.

Infine, è essenziale mantenere le dimensioni del team gestibili, idealmente tra 5 e 7 persone. Questo permette discussioni efficaci e dinamiche di gruppo ben gestite. La presenza di stakeholder esterni può arricchire il dibattito, ma devono essere coinvolti con cautela per evitare interruzioni.

Con un team ben preparato, un Design Sprint può trasformarsi in un viaggio entusiasmante verso soluzioni innovative e pratiche, pronte per essere implementate con successo!

Il potere del Design Sprint di Google

DEFINIRE LA SFIDA

Nel percorso di un Design Sprint, definire la sfida è come tracciare la rotta prima di salpare. Senza una chiara comprensione del problema da risolvere, il viaggio rischia di diventare incerto e disorientante. Ma come possiamo effettivamente identificare il problema giusto?

Il primo passo è identificare il “Job-to-be-Done”. Chiediamoci: Qual è il compito specifico che questo sprint deve affrontare? Questo ci offre una base solida per determinare se c’è un problema, se è risolvibile e come possiamo approcciarlo strategicamente. Ad esempio, se stiamo lavorando su un’app per migliorare l’esperienza dei clienti in un ristorante, il “Job-to-be-Done” potrebbe essere “Ridurre i tempi di attesa dei clienti”.

Una volta individuato il compito, dobbiamo creare una dichiarazione del problema chiara. Questa dichiarazione dovrebbe rispondere a domande essenziali come: “Cos’è questo prodotto e perché è utile?”. Un problema ben definito funge da bussola per il team durante lo sprint, mantenendo tutti allineati sull’obiettivo comune.

Un passaggio cruciale è il coinvolgimento del team. Ognuno dovrebbe contribuire a scrivere tutti i potenziali problemi degli utenti su una lavagna condivisa. Questa collaborazione assicura che vengano considerate diverse prospettive. Domande come “Quali sono tutti i compiti da svolgere?” e “Cosa motiva l’utente?” possono guidare questa discussione.

Dopo aver raccolto i problemi, arriva il momento di priorizzarli. In gruppo, decidiamo quale problema è più critico da affrontare. Questo aiuta a focalizzare gli sforzi del team e a ottimizzare il tempo prezioso dello sprint.

Stabilire obiettivi chiari è il passo successivo. Gli obiettivi devono essere ottimistici, misurabili e condivisi da tutto il team. Ad esempio, un obiettivo ben definito potrebbe essere “Ridurre i tempi di attesa dei clienti del 50% entro sei mesi”. Questo obiettivo è chiaro, misurabile e stimolante, offrendo una direzione precisa al team.

Infine, non dimentichiamo di rivedere quotidianamente la dichiarazione del problema e gli obiettivi. Questo mantiene il team allineato e focalizzato, permettendo di apportare eventuali aggiustamenti necessari durante il corso dello sprint.

Definire con precisione la sfida non solo guida il Design Sprint, ma getta le basi per soluzioni innovative che possono realmente fare la differenza.

GIORNO 1: IDEAZIONE

Immagina di avere un giardino vuoto e un sacchetto di semi variopinti. Il primo giorno del Design Sprint è l’equivalente di questa fase: piantare semi di idee che, con cura e attenzione, possono crescere e trasformarsi in soluzioni innovative. Ma come possiamo assicurarci che questi semi germoglino nel modo giusto?

Il processo inizia con il brainstorming, una tecnica che incoraggia la libera espressione delle idee in un ambiente privo di giudizi. È qui che la magia prende vita, permettendo alle menti creative di esplorare possibilità illimitate. Ma non tutte le idee nascono uguali, e per questo è fondamentale utilizzare una varietà di tecniche di brainstorming per stimolare la creatività in modi nuovi e coinvolgenti.

Tra le tecniche più efficaci troviamo il Popcorn Brainstorming, dove le idee scoppiettano come chicchi di mais, e il Round-Robin Brainstorming, che garantisce la partecipazione di tutti i membri del team attraverso un processo di condivisione strutturato. Questo approccio non solo promuove la diversità delle idee, ma previene anche che le voci più forti dominino la discussione.

Un’altra tecnica straordinaria è il brainwriting, che consente ai partecipanti di scrivere le proprie idee in silenzio e poi passarle agli altri per ulteriori elaborazioni. Questo metodo assicura che ogni idea venga esplorata da molteplici prospettive, arricchendo il processo creativo. Inoltre, tecniche come il Walking Brainstorm e il Mind Mapping incoraggiano un pensiero dinamico e visivo, rispettivamente, mantenendo alta l’energia del gruppo.

Infine, non possiamo trascurare l’importanza di strumenti moderni come gli strumenti AI, che analizzano i dati e suggeriscono nuove idee, offrendo un supporto prezioso durante la fase di ideazione. Questi strumenti non solo facilitano la collaborazione tra i partecipanti, ma aiutano anche a scoprire nuove opportunità che potrebbero altrimenti passare inosservate.

In sintesi, il primo giorno del Design Sprint è tutto incentrato su creatività e collaborazione. Piantando i semi giusti con le tecniche adeguate, prepariamo il terreno per soluzioni sorprendenti e di successo. Ricorda: ogni grande idea comincia con un piccolo seme, pronto a sbocciare in qualcosa di straordinario.

GIORNO 2: SELEZIONE DELLE IDEE

Benvenuti al secondo giorno del Design Sprint, dove ci troviamo di fronte a una delle sfide più entusiasmanti: scegliere le idee migliori. Dopo una giornata di esplorazione creativa, è il momento di valutare le idee generate e allinearci sugli obiettivi da raggiungere. Ma come possiamo farlo in modo efficace?

La selezione delle idee non è solo un processo di eliminazione. È un’opportunità per identificare quelle gemme nascoste che hanno il potenziale di trasformarsi in soluzioni innovative. Una delle tecniche più utili in questo contesto è il Round-Robin Brainstorming, che assicura che ogni membro del team abbia la possibilità di contribuire in modo significativo, evitando che le voci più forti sovrastino quelle più timide.

In questo giorno, utilizziamo anche strumenti come il SWOT Analysis, che consente di valutare le idee in base ai loro punti di forza e debolezza, identificando le opportunità e le minacce ad esse correlate. Questo approccio non solo aiuta a scegliere le idee più promettenti, ma garantisce anche che siano allineate con gli obiettivi strategici del progetto.

“La decisione non è mai facile, ma è nel confronto e nella collaborazione che emergono le idee vincenti.”

Durante la selezione, è fondamentale mantenere un focus sugli obiettivi. Ciò significa che tutte le idee devono essere valutate in relazione agli obiettivi del Design Sprint. Questo processo assicura che il team sia allineato e che le decisioni prese siano in linea con la visione complessiva del progetto. Ricorda che l’obiettivo è trovare soluzioni che siano non solo creative, ma anche realistiche e realizzabili.

Infine, non dimentichiamo l’importanza delle tecniche strutturate come i workshop organizzati, che facilitano la discussione e incoraggiano la partecipazione di tutti i membri del team, promuovendo un ambiente collaborativo e inclusivo.

In sintesi, il secondo giorno di questo viaggio è dedicato alla selezione e all’allineamento. È qui che la creatività incontra la strategia e dove le idee iniziano a prendere forma, pronte a essere trasformate in soluzioni concrete nei giorni a venire.

Il potere del Design Sprint di Google

GIORNO 3: PROTOTIPAZIONE

Nel cuore del Design Sprint, il terzo giorno è dedicato alla creazione di prototipi rapidi, un passo cruciale per trasformare idee in realtà tangibili. La prototipazione rapida non solo accelera il processo di sviluppo, ma permette anche di raccogliere feedback essenziali in tempi brevi. Ma quali strumenti e tecniche possiamo utilizzare per ottenere il massimo da questa fase?

Per cominciare, è importante scegliere gli strumenti giusti che facilitino la creazione di prototipi in modo efficiente. Ecco alcuni strumenti di prototipazione che possono fare al caso tuo:

  • 🛠️ Sketch: Ideale per creare wireframe e design visivi di alta qualità.
  • 🎨 Figma: Perfetto per la collaborazione in tempo reale, un must per i team che lavorano a distanza.
  • 💡 InVision: Ottimo per trasformare design statici in prototipi cliccabili.
  • 📊 Adobe XD: Offre una vasta gamma di funzionalità per la progettazione e il prototipaggio interattivo.

Questi strumenti non solo consentono la creazione rapida di prototipi, ma integrano anche funzionalità che facilitano il feedback iterativo e la collaborazione tra i membri del team.

Tabella Comparativa degli Strumenti:

Strumento Caratteristiche Collaborazione
Sketch Design dettagliato, wireframing Limitata
Figma Collaborazione in tempo reale, prototipazione Eccellente
InVision Prototipi cliccabili, feedback Buona
Adobe XD Progettazione e prototipazione interattiva Buona

Un’altra tecnica chiave è quella di iniziare con prototipi a bassa fedeltà per testare idee e concetti. Ciò consente di apportare modifiche rapide e iterazioni basate sul feedback degli utenti. Man mano che il progetto avanza, è possibile passare a prototipi ad alta fedeltà per ottenere un coinvolgimento maggiore con gli stakeholder e convalidare la domanda degli utenti.

Ricorda, la chiave del successo nel giorno della prototipazione è la collaborazione. Assicurati di coinvolgere product manager, designer e ingegneri, allineando gli obiettivi e ottimizzando il processo. Così facendo, non solo crei prototipi efficaci, ma getti le basi per un prodotto finale di successo.

GIORNO 4: TESTING

Il quarto giorno del Design Sprint è dedicato al testing, un momento cruciale in cui le idee prendono forma concreta e vengono messe alla prova attraverso il confronto diretto con gli utenti. Questo processo permette di raccogliere feedback preziosi e di analizzare i risultati ottenuti, garantendo che il prodotto finale risponda realmente alle esigenze del pubblico.

Durante il testing, è fondamentale coinvolgere un gruppo eterogeneo di partecipanti che rispecchi il target di utenti finali. Questo aiuta a ottenere una gamma diversificata di opinioni e a identificare eventuali problemi o aree di miglioramento. Il feedback degli utenti è raccolto attraverso interviste, questionari e osservazioni dirette, consentendo al team di design di comprendere come il prototipo viene percepito e utilizzato.

Un esempio illuminante di un testing di successo è quello di una startup tecnologica che aveva sviluppato un’app per la gestione del tempo. Durante la fase di testing, gli utenti hanno segnalato la difficoltà nel trovare alcune funzionalità chiave nascoste nei menu. Grazie a questo feedback, il team ha potuto riprogettare l’interfaccia, migliorando significativamente l’usabilità e l’accettazione del prodotto.

Una volta raccolto il feedback, si passa alla fase di analisi dei risultati. È importante esaminare attentamente le risposte degli utenti per identificare pattern comuni e aree critiche da affrontare. L’analisi dei risultati non si limita solo a individuare i problemi, ma anche a valorizzare gli aspetti che funzionano bene, in modo da poterli integrare nel progetto finale. Il testing consente inoltre di validare l’idea iniziale, assicurando che il prodotto sviluppato soddisfi le aspettative degli utenti e del mercato.

In sintesi, il giorno dedicato al testing è un’opportunità per fare un passo indietro e osservare il progetto con occhi nuovi, integrando i feedback ricevuti per migliorare il prototipo. Questo ciclo di iterazione e miglioramento continuo è ciò che rende il Design Sprint uno strumento efficace per risolvere problemi complessi in tempi rapidi.

GIORNO 5: INTEGRAZIONE E CONCLUSIONE

Il quinto giorno del Design Sprint è il momento in cui tutti i pezzi del puzzle trovano il loro posto. Come in un puzzle complesso, ogni feedback ricevuto durante il testing rappresenta un tassello che, se collocato correttamente, può trasformare un’idea in un progetto vincente. Integrare il feedback significa analizzare, filtrare e adattare le informazioni per migliorare il prototipo, rendendolo più vicino alla visione finale.

In questa fase, il team si riunisce per rivedere tutte le osservazioni raccolte. È un momento in cui empatia e analisi critica si uniscono per creare una versione del prodotto che risponda al meglio alle esigenze degli utenti. L’integrazione del feedback non è solo un atto di modifica, ma un processo di riflessione profonda sul significato di ogni commento ricevuto. Ogni aggiustamento, per quanto piccolo, può avere un impatto significativo sul risultato finale.

“L’iterazione è la chiave del successo: ogni ciclo di feedback rende il prodotto più forte e più vicino alle reali necessità del mercato.”

Il Design Sprint è un’esperienza che va oltre la semplice risoluzione di un problema. Offre una finestra unica sulla dinamica della collaborazione e sulla forza dell’innovazione rapida. Durante questi cinque giorni, si impara quanto sia cruciale il dialogo tra diverse discipline e come il confronto aperto possa portare a soluzioni che nessun singolo individuo potrebbe concepire da solo.

Alla fine del Design Sprint, il team non solo ha un prototipo migliorato, ma ha anche acquisito una comprensione più profonda delle dinamiche di gruppo e delle sfide che il progetto può presentare nel suo cammino futuro. Questo processo non è solo una metodologia, è una mentalità che promuove la capacità di adattarsi e di crescere di fronte alle sfide.

In conclusione, il Design Sprint dimostra che le soluzioni ai problemi complessi possono emergere rapidamente quando si adotta un approccio strutturato e collaborativo. Integrando il feedback in modo efficace, si costruisce una base solida per il successo del progetto, trasformando le potenziali idee in realtà concrete e pronte per il mercato. È un esempio lampante di come l’innovazione non sia un evento unico, ma un viaggio continuo verso il miglioramento.

Il potere del Design Sprint di Google

BEST PRACTICES PER IL FUTURO

Il Design Sprint è una metodologia potente per risolvere problemi complessi in tempi rapidi. Tuttavia, come ogni strumento, può essere ottimizzato per ottenere risultati ancora più incisivi. Ecco alcune best practices e lezioni apprese per perfezionare i futuri sprint.

📘 Focalizzarsi su una grande domanda: Ancorare il tuo sprint a una questione significativa può fare la differenza. Come nel progetto Swell, scegliere una domanda chiave aiuta a orientare le ipotesi critiche e a limitare le variabili nei prototipi. Questo permette di ottenere feedback specifici e mirati.

📊 Colmare il divario tra dire e fare: Spesso, le persone dicono una cosa ma ne fanno un’altra. Adottare tecniche che spingano gli utenti a prendere decisioni reali, come simulazioni di mercato con denaro fittizio, può rivelare il vero valore di mercato e migliorare la precisione dei risultati.

🔍 Concentrarsi sulle funzionalità essenziali: Inizia con la versione più semplice del prodotto e migliora gradualmente. Questo approccio non solo riduce i costi, ma permette anche di raccogliere feedback preziosi su ciò che realmente conta per gli utenti.

🚀 Essere flessibili e agili: Non tutto deve essere perfetto sin dall’inizio. Utilizza prototipi di bassa fedeltà, come quelli su carta, per testare concetti innovativi. Riserva i design ad alta fedeltà per le aree critiche, garantendo chiarezza e messa a fuoco.

💪 Mantenere il team energizzato: L’energia del team è fondamentale. Adotta metodi come il Tabata nel design del prodotto, alternando periodi di lavoro intenso con pause. Cambiare ambiente di lavoro può stimolare la creatività e mantenere alta la motivazione.

Lezione Descrizione
Ancoraggio su una grande domanda Definisce la direzione e limita le variabili
Divario dire-fare Utilizza decisioni reali per migliorare l’accuratezza
Funzionalità essenziali Partire semplice per migliorare con il feedback
Flessibilità e agilità Prototipi di bassa fedeltà per concetti innovativi
Energia del team Pausa e cambi di ambiente per stimolare la creatività

In sintesi, comprendere e adottare queste best practices può trasformare un design sprint in un’esperienza ancora più produttiva ed efficace. Non solo ottimizzerai il processo, ma creerai prodotti che rispondono meglio alle esigenze del mercato e degli utenti. Ricorda che ogni sprint è un’opportunità per imparare e crescere, sia come individui che come team.

FAQ SUL DESIGN SPRINT

Se ti stai chiedendo come un Design Sprint possa trasformare il tuo modo di affrontare i problemi complessi, sei nel posto giusto. Ecco alcune delle domande più comuni che riceviamo e i chiarimenti su dubbi frequenti.

Cos’è un Design Sprint?

Un Design Sprint è un processo intensivo di cinque giorni progettato per risolvere problemi complessi e creare soluzioni innovative. Coinvolge fasi di comprensione, ideazione, decisione, prototipazione e test, come descritto in questo articolo su Medium.

Chi dovrebbe partecipare a un Design Sprint?

Idealmente, un Design Sprint include membri di vari dipartimenti dell’azienda, come designer, sviluppatori, esperti di marketing e stakeholder chiave. La diversità delle competenze è cruciale per ottenere idee innovative e soluzioni pratiche.

Quali problemi sono adatti a un Design Sprint?

Non tutti i problemi sono adatti a un Design Sprint. È essenziale che la sfida sia abbastanza ampia da richiedere il coinvolgimento di team multidisciplinari e che benefici di un approccio rapido e iterativo.

Come si prepara un team per un Design Sprint?

La preparazione del team include la definizione chiara degli obiettivi e la raccolta di domande chiave da esplorare. Assicurati che tutti i partecipanti comprendano i ruoli e le aspettative prima di iniziare.

Cosa succede alla fine di un Design Sprint?

Alla fine del processo, il team integra il feedback degli utenti nel progetto finale. È importante condurre riunioni retrospettive per riflettere su cosa è andato bene e cosa potrebbe essere migliorato.

Quali sono i benefici principali di un Design Sprint?

Un Design Sprint aiuta a ridurre il rischio di fallimento del mercato grazie al feedback degli utenti prima del lancio e permette di prendere decisioni rapide e informate, concentrandosi sulle esigenze degli utenti.

Speriamo che queste risposte abbiano chiarito i tuoi dubbi sul Design Sprint. Se desideri trasformare il tuo processo di innovazione, inizia a considerare questa metodologia come un potente strumento nel tuo arsenale.

RIEPILOGANDO

Il Design Sprint è una metodologia che trasforma problemi complessi in soluzioni pratiche in sole cinque giornate. Questa tecnica si concentra sulla soddisfazione e sui bisogni degli utenti, permettendo di prendere decisioni rapide e informate. I benefici di un Design Sprint sono numerosi e tangibili: se da un lato, riduce il rischio di fallimento del mercato integrando il feedback degli utenti prima del lancio, dall’altro, favorisce una collaborazione trasversale tra i membri del team, sfruttando prospettive diverse per affrontare le sfide progettuali.

Un altro vantaggio fondamentale è la capacità di concentrare il tempo dedicato alla risoluzione di problemi in modo mirato, senza distrazioni. Ciò consente ai team di dedicarsi completamente al progetto, esplorando nuove idee e soluzioni senza interruzioni. Inoltre, l’approccio scrappy del Design Sprint insegna a “costruire solo quanto basta per imparare”, permettendo di testare concetti tramite prototipi cartacei o digitali semplificati, e riservare i design ad alta fedeltà solo per aree critiche.

Ma il Design Sprint non è solo un metodo, è una mentalità. Richiede di ancorare il processo a una domanda cruciale, limitando le variabili per ottenere feedback specifici e significativi. Inoltre, stimola i partecipanti a colmare il divario tra ciò che si dice e ciò che si fa, promuovendo decisioni reali piuttosto che ipotetiche.

Per chi è alla ricerca di un modo per migliorare l’innovazione e accelerare i processi decisionali, il Design Sprint rappresenta una risorsa inestimabile. Invitiamo te e il tuo team a provare questa metodologia per affrontare le vostre sfide più impegnative. Inizia il tuo Design Sprint oggi stesso e scopri come trasformare le tue idee in realtà tangibili. Abbraccia il cambiamento e guida il tuo progetto verso il successo!

In un mondo in continua evoluzione, adottare il Design Sprint significa dotarsi di uno strumento potente e flessibile, capace di adattarsi a qualsiasi fase del progetto. Non aspettare, l’innovazione è a portata di mano.

Massimo Rossetti - Innovation Manager Certificato UNI 11814TCI

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